Call center, Ugl: con l’IA sono a rischio 100mila posti di lavoro “Le parole dell’Ad di Tim confermano gravità situazione”

“Denunciamo da tempo il rischio occupazionale legato all’introduzione massiva dell’intelligenza artificiale, dell’automazione, delocalizzazioni e gare al massimo ribasso. Le dichiarazioni del presidente di Asstel e amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, secondo cui 100mila lavoratori dei call center potrebbero rischiare il posto nei prossimi 18 mesi, confermano purtroppo la gravità della situazione”.

Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl telecomunicazioni, Stefano Conti. “Lo stesso Labriola ha suggerito che potrebbero rivelarsi decisive le gare per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, quali occasioni utili alla salvaguardia occupazionale del settore e di ammodernamento per la Nazione – aggiunge – aziende come Enel e Poste Italiane, alla luce dei bandi di gara in essere e prossimi ad uscire, per il loro ruolo strategico e per la partecipazione pubblica, in virtù della loro responsabilità sociale, siano di esempio ed evitino di diventare l’apripista di processi che possono produrre esuberi attraverso automazione e IA. Le istituzioni potrebbero finanziare percorsi di formazione realmente aggiornati, superando strumenti obsoleti e disallineati dal nuovo mercato del lavoro. Servono riqualificazione, riconversione professionale e concrete opportunità nei processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione così da scongiurare una crisi occupazionale senza precedenti”.

Condividi

Commento all'articolo